Una cartolina dal passato della Società Pro Montibus

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La cartolina postale che viene qui pubblicata grazie alla cortesia della Dottoressa Maria Simone che l’ha rinvenuta in occasione delle ricerche per la sua tesi di laurea costituisce una bella e preziosa testimonianza delle iniziative e della cultura del primo movimento ambientalista italiano.
Essa risale infatti ai primi anni del Novecento e fu prodotta da una delle molte sezioni, quella romana, della Federazione Pro Montibus presenti all’epoca in Italia.
Del sodalizio fondato nel 1897 da Lino Vaccari, Henry Correvon e Pietro Chanoux con il patrocinio del Club Alpino Italiano sopravvive oggi soltanto quella che era la sezione bolognese – la “Società Pro Montibus et Sylvis” – fondata nel 1899, ma fino al suo scioglimento avvenuto attorno al 1928 la Federazione nazionale fu un importante protagonista sia del dibattito forestale sia dell’ambientalismo italiano. All’iniziativa della Federazione si dovette infatti la pubblicazione della prestigiosa rivista “L’Alpe” che dal 1903 al 1938 costituì un sicuro punto di riferimento per la silvicultura italiana, dell’inserto settimanale “Il giornale d’Italia forestale” e gran parte del merito per la costituzione dei primi parchi nazionali italiani, grazie all’intenso lavoro di promozione compiuto dalla sua commissione parchi.
Poco o nulla si sa, al momento attuale, della sezione romana, ma non è difficile immaginare che accogliesse al suo interno molti dei dirigenti della Federazione nazionale, che aveva appunto sede a Roma. E la cartolina postale evidenzia bene l’intreccio – caratteristico degli esponenti della Pro Montibus – tra attenzione agli aspetti naturalistici e a quelli storico-artistici. La frase delle Storie naturali di Plinio (“alberi e boschi erano ritenuti il massimo bene dato all’uomo”) sottolinea infatti l’importanza delle piante per l’umanità ma inserendo questo richiamo in una cornice doppiamente classica: quella, appunto, dell’opera dello studioso latino e quella delle rovine della Domus Augustana del Palatino, ornata di piante di alloro, pianta sacra per la mitologia greca e romana. Non bisogna oltretutto dimenticare che una delle personalità romane più vicine alla Pro Montibus era il grande archeologo Giacomo Boni (1859-1925) che proprio tra il 1899 e il 1925 aveva curato un’attentissima sistemazione paesaggistica proprio del Foro romano e del Palatino, mostrando un’attenzione molto forte alla componente botanica.