Italus e il Prof. Piovesan su TGR Calabria

A TGR Calabria oggi si parla del pino loricato Italus, albero scientificamente datato più vecchio d'Europa (http://www.nationalgeographic.it/natura/2018/07/20/news/l_albero_piu_antico_d_italia_e_un_pino_loric...), scoperto dopo quattro anni di studio sul campo da Gianluca Piovesan, professore ordinario di scienze forestali all’Università della Tuscia e docente di "Ecologia forestale, dendrometria e selvicoltura" presso il corso di laurea in Scienze della Montagna, che ha capitanato un gruppo di ricerca a cui hanno collaborato gli studiosi del Parco nazionale del Pollino e dell'Università del Salento. 

Potete rivedere il servizio al minuto 13:32 del link allegato: https://www.rainews.it/tgr/calabria/

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Manutenzione server portali

Si comunica che a partire da mercoledì 25 luglio dalle ore 10.00 sarà sospesa la funzionalità del server sistemi.unitus.it per il tempo necessario al completamento delle operazioni di manutenzione.

Tale intervento si protrarrà presumibilmente per alcuni giorni.


Dai banchi di Scienze della Montagna alla gestione di un rifugio appenninico

Oggi vi vogliamo raccontare la storia di un Appennino che rinasce grazie ai giovani con la soddisfazione di poter dire che in questo gruppo di ragazzi coraggiosi c'è anche il nostro studente Enrico Fiordiponti!

"A Est di Firenze, su per le strette strade che portano nel cuore d’Appennino c’è un nuovo rifugio. Un’antica struttura, le cui prime testimonianze risalgono al 1100, utilizzata dai monaci Camaldolesi come foresteria in cui offrire ospitalità ai viandanti. Si trova a circa 700 metri di altezza, giusto di fronte alla chiesa di S. Margherita d’Antiochia di Tòsina. “Una piccola cappella, contenente un trittico di Mariotto Di Nardo risalente al 1300, abbandonata a se stessa per molti anni”. L’arte non è infatti stata sufficiente per attrarre pellegrini, turisti o anche solo le genti del posto. Così l’edificio, rimasto al suo abbandono sia fisico che culturale, si è lentamente degradato. Il tetto è stato compromesso da importanti infiltrazioni che in breve tempo ne avrebbero causato il crollo.

Detto in poche parole, non interessava a nessuno di questo piccolo tesoro. Solo un gruppo di ragazzi di Borselli, nel comune di Pelago, si è appassionato alla storia di Tòsina. Si sono innamorati di questo posto e della sua cultura. Si potrebbe quasi dire che sono stati conquistati, quasi fino alla follia, dalla bellezza di questo sito. Una follia che li ha spinti a cercare di far risorgere il luogo di culto, ma non solo.

“Le direttive della curia – ci raccontano – prevedono che, per le strutture non frequentate e verso cui non c’è interesse da parte dei pellegrini, non vengano elargiti finanziamenti per la manutenzione e ristrutturazione”. Per questo i ragazzi si sono immediatamente mobilitati cercando di organizzare eventi e serate musicali. Momenti di ritrovo a Tòsina per raccogliere fondi e mostrare la partecipazione della popolazione attorno alla storia dell’antica struttura. “Diciamo che non siamo riusciti a recuperare molti soldi, ma abbiamo suscitato l’interessa della curia”. Ci sono riusciti grazie alla forza di volontà e alla passione dimostrata. “Quel che però ha davvero spinto la curia a occuparsi della riparazione del tetto (i cui lavori sono partiti da poco) è stata l’intenzione, da parte nostra, di farci carico dell’ex canonica per trasformarla in un rifugio”.

Per farlo i ragazzi han dovuto impegnarsi in un mutuo da 70mila Euro, in parte garantito dal sacerdote e dal nonno di uno dei ragazzi, con cui poter affrontare tutti i costi di sistemazione e ammodernamento dell’ex canonica. Edificio che oggi si presenta accogliente, originale e in continua evoluzione. “Per ora offriamo posto letto e un piccolo angolo cottura per la colazione. Forniamo inoltre coperte, lenzuola e la connessione a internet”. A novembre inizieranno invece i lavori per lo sviluppo di un piccolo ecomuseo dedicato alla storia e all’economia di questo scorcio di Toscana.

Chi c’è dietro questa storia. Un folto gruppo di giovani, con età comprese tra i 18 e i 30 anni, riunitisi sotto il cappello dell’Associazione di volontariato giovanile “Gruppo perché No?” alla cui presidenza troviamo Claudia, la più grande. A seguire, tra i membri più attivi, ci sono invece Enrico (22 anni), Emanuele (21 anni), Jacopo (21 anni), Viola (19 anni) e Lorenzo (18 anni). “Con noi collaborano poi molti altri ragazzi e ragazze che partecipano quotidianamente alle attività, tra cui molti minorenni”.

Perché, così giovani, avete scelto di prendervi un impegno così importante?Verrebbe da chiedere a questi ragazzi. Ma la domanda non necessita di risposte.Basta guardarli, orgogliosi e fieri del lavoro svolto, per capire cosa li anima.“Siamo innamorati della nostra terra” raccontano. “Crediamo ci possa essere un futuro anche in questi territori appenninici e preappenninici, considerati a torto marginali e quindi privi di valore.”

“Con questo piccolo progetto vorremo valorizzare il territorio, ma al contempo cercare di creare opportunità di lavoro in un luogo da cui purtroppo i giovani sono costretti a emigrare” spiegano oggi, a una manciata di giorni dall’inaugurazione ufficiale del rifugio che si terrà domenica 22 luglio. Manca davvero poco ormai alla concretizzazione di un progetto e di un’ambizione portati avanti per anni. Una dimostrazione pratica di quanto sia sbagliato generalizzare, di quanto sia scorretto additare tutti i giovani come fannulloni o bamboccioni nullafacenti.

Domenica apre il rifugio, fate un salto su se siete in zona. Potrete così vedere il lavoro fatto e conoscere il sorriso orgoglioso di questi ragazzi che, mettendoci il tempo libero dal lavoro o dagli studi, han ridato vita alla storia della loro terra. Una storia che saranno orgogliosi di riscoprire insieme ai visitatori.

Per maggiori informazioni: www.rifugiotosina.it"

(Articolo a cura di Gian Luca Gasca, Montagna.tv: http://www.montagna.tv/cms/127204/un-nuovo-rifugio-mille-anni-di-storia-tosina-rinasce-grazie-ai-gio...)

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AVVISO ORARIO ESTIVO SEGRETERIA SDM

Ad agosto la segreteria di Scienze della Montagna presso la sede di Rieti sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

La segreteria rimarrà chiusa durante la settimana dal 13 al 18 agosto.



Direttore di un Parco Nazionale, una vita tra gioie e dolori!

Avventura Parco Nazionale Come si guida un grande Parco? Vita con le fiere? Soli contro tutti? Una storia poco conosciuta…

di Franco Tassi,  naturalista, giornalista, Centro Parchi di Roma


La vita di Franco Tassi, Direttore di un grande Parco Nazionale in Italia, tra gioie e dolori - Un’avventura colorata e ricca di sorprese sul Fronte della Natura – Giorno e notte tra le fiere a quattro zampe (Orso Lupo Lince), circondati da nemici (e falsi amici) a due zampe – Più numerosi avanzano i successi della Conservazione, più intensi si scatenano gli attacchi di speculatori, politici e predatori del patrimonio naturale – Può il Lupo salvare un villaggio in agonìa? – La lunga Guerra per il Parco Nazionale d’Abruzzo, una storia vera che andrebbe meditata, ricordata e insegnata ai giovani...

Pdf scaricabile nella sezione del nostro sito "Società Italiana di Scienze della Montagna"


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